Di fronte a un risotto novarese sabato ho parlato tanto di spazio, satelliti e spioni. L'occasione era il Premio Piazzano assegnatomi a Novara. Un'occasione particolare visto che avevo conosciuto Piero nel 2000 quando era ad Airone e vinse il premio di giornalismo Geod che coordinavo. Io avevo cominciato a scrivere da qualche anno e ricordo la sottomissione del suo materiale che faceva impallidire quelle di quasi tutti gli altri concorrenti per quantità e qualità.
Risotto e premio sono stati accompagnati da ottimi incontri tra cui Alberto Toscano, corrispondente da Parigi per Panorama e Il Giornale e autore di "France-Italie. Coup de tête, coup de coeur", che presideva la giuria; Ernesto Vallerani, un capitale di conoscenze e idee su dive va l'industria aerospaziale e in particolare Achille Judica Cordiglia, oggi cardiologo, ma hacker ante litteram negli anni '50 e '60, quando con un'apparecchiatura da radioamatori intercettarono il segnale del primo Sputnik e poi di tantissime Soyuz come quella di Gagarin. Rivelazione: prima di Gagarin ci furono almeno 14 cosmonauti che bruciarono vivi nel rientro sulla Terra. E' appena uscito anche un bel libro- Dossier Sputinik - sui loro ascolti clandestini da Torre Bert, ma ripresi in diretta dalla Rai di Emilio Fede.
Su quella degli Judica Cordiglia tornerò. E' una storia di pirati dello spazio, ma anche un sintomo di quanto l'Italia ha la memoria corta. Se l'avessero fatto negli Usa forse gli avrebbero intitolato un centro ricerche come il Goddard.
